Ogni anno, la terza domenica di maggio, Acquapendente si veste di emozione e bellezza. Le strade del centro storico si riempiono di colori, profumi e volti commossi: è il giorno dei Pugnaloni, una delle tradizioni più sentite e spettacolari della Tuscia.

Si tratta di grandi pannelli decorati con foglie, petali e materiali naturali, realizzati a mano dai gruppi rionali del paese. Veri e propri mosaici vegetali, che raccontano storie di libertà, fede, speranza e legame con la terra.

La tradizione dei Pugnaloni nasce da un miracolo avvenuto nel 1166: un ciliegio secco tornò a fiorire, interpretato come segno divino che spinse il popolo di Acquapendente a ribellarsi al dominio dell’imperatore Federico Barbarossa. Quel gesto di coraggio ha dato origine, nei secoli, a una celebrazione che unisce memoria, arte e spiritualità.

Oggi i Pugnaloni non sono solo un’espressione religiosa, ma anche una forma di arte collettiva e partecipata. Ogni pannello richiede settimane di lavoro, impegno e passione da parte della comunità.

È un rito che si rinnova, che attraversa le generazioni e che continua a emozionare chi partecipa e chi osserva.

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