L’ultima testimonianza dell’antico Castello di Federico I Barbarossa, distrutto nel 1166 dopo la ribellione della popolazione di Acquapendente, racchiude una storia affascinante e leggendaria. Si narra che, durante la congiura contro il tiranno, un ciliegio secco fiorì miracolosamente per intercessione della Madonna, segnando il momento di rinascita e liberazione del popolo. Questo evento prodigioso ispirò la rivolta che portò alla distruzione del castello imperiale.
Da questo atto di eroismo nacque la storica tradizione dei Pugnaloni e la Festa della Madonna del Fiore, che si celebra ogni anno la terza domenica di maggio. Durante questa celebrazione, Acquapendente si trasforma in un tripudio di fiori e arte, in memoria di quel momento cruciale di liberazione.
La torre che oggi osserviamo è una ricostruzione ottocentesca composta da tre ordini distinti: una base piramidale, una parte centrale con il grande orologio (datato 1588), e una torretta merlata. L’orologio, conosciuto dagli abitanti come l’Orlogione, scandisce da secoli il tempo della città.
Ai piedi della torre si trova un parco pubblico, da cui è possibile ammirare uno dei panorami più suggestivi di Acquapendente e del territorio circostante, regalando una vista mozzafiato che abbraccia storia e natura.